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NEWS

 

20/01/2014

Parità uomo-donna in tv: il Marocco vuole cambiare

Un'indagine condotta dall'Unesco insieme al Copeam (ente che riunisce le emittenti pubbliche dell'area mediterranea, tra cui la Rai) ha preso in esame il modo in cui vengono rappresentate in televisione le donne in sei paesi: Marocco, Giordania, Cipro, Albania, Slovenia e Italia. La ricerca ha messo in evidenza luci ed ombre; in particolare in paesi come Marocco e Giordania che, sebbene ancora lontani dagli standard richiesti dall'agenzia dell'Onu, stanno dimostrando una volontà politica molto forte di cambiamento. Il Copeam sottolinea che in Marocco, Amina Lemrini, responsabile dell'Alta Autorità per il controllo degli audiovisivi ha avviato un processo di importanti riforme. Paradossalmente, anche Paesi che si ritenevano immuni da peccati di discriminazione, come la Slovenia, hanno scoperto diverse carenze; del resto nemmeno la Rai è stata promossa a pieni voti. L'indagine Copeam- Unesco ha seguito due indicatori: la percentuale di donne in posizioni dirigenziali nei media e il grado di politiche efficaci per garantire le pari opportunità nella programmazione televisiva. Gli obiettivi e le raccomandazioni dell'Unesco, tra cui una "rappresentazione di genere non stereotipata, equa ed equilibrata in tutti i media" , valgono per l'intera comunità internazionale ma, in particolare, per le 34 emittenti pubbliche dell'intero bacino mediterrano e le decine di organismi che fanno parte del Copeam.

 

 

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