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21/01/2014
Codice di Famiglia: donne marocchine ne reclamano il superamento
A dieci anni dalla sua entrata in vigore in Marocco, il Codice di Famiglia è oggi al centro delle polemiche. All'epoca il Codice fu salutato come un grande passo avanti verso la strada della parità tra uomo e donna poiché introduceva numerosi fattori di novità: la fedeltà diventava un dovere per entrambi i coniugi, alle mogli veniva riconosciuto il diritto di chiedere il divorzio, l'età minima per il matrimonio passava da 15 a 18 anni e veniva introdotte grosse restrizioni alla poligamia.
Ma a farsi sentire in questi giorni sono le donne, che lamentano il fatto che il Codice sia ormai obsoleto, poiché non garantisce il principio di perfetta eguaglianza sancito nel 2011 dalla Costituzione.
Il giornale marocchino “La Vie” ha denunciato alcune discriminazioni presenti nel Codice, in particolare sul fronte della poligamia, oggi possibile solo se si ottiene un'autorizzazione di un giudice e il consenso scritto della prima moglie. Ma l'associazione democratica delle donne marocchine ha denunciato il fatto che molti uomini ricorrano a metodi fraudolenti per avere una seconda moglie, contando sull'indulgenza dei giudici di fronte a determinate situazioni (come una gravidanza della potenziale seconda moglie).
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