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28/11/2011
Il PjD, partito Giustizia e Sviluppo guiderà le riforme del Paese nord africano
E' aumentata la percentuale dei partecipanti alle elezioni del Marocco. L'ultima volta erano il 37% oggi il 45% 13.626.375 di elettori erano stati chiamati al voto per i 305 rappresentanti. 7.102 si sono candidati e di questi 1.624 donne (15,16 %). Oltre il 30% dei candidati avevano tra i 35 e 45 anni, il 27% meno di 35 anni. Queste elezioni danno un vento nuovo al Paese in corsa con le sue riforme e con il suo sviluppo economico L’islamo-conservatore Abdelilah Benkirane è l’uomo forte del Marocco. Il suo partito ha ottenuto il primo posto alle legislative di venerdì 25 novembre conquistando la maggioranza della Camera dei rappresentanti strappando la leadership al partito storico Istiqlal, vittorioso dal 1956 (anno dell’indipendenza del Paese) ad oggi.E' una svolta epocale per il Reame di “Sua Maestà” Mohamed VI. Nelle scorse elezioni (7 novembre del 2007) Abdelilah Benkirane uscì “sconfitto” proprio da Istiqlal per soli 2,5 punti percentuali, ma oggi, come la stampa marocchina aveva pronosticato, ha vinto il Partito di Giustizia e di Sviluppo. Formare una democrazia reale; avviare un nuovo contratto coi marocchini; pensare un’economia forte e una giustizia sociale; creare una società solidale fondata sulla famiglia, il rispetto della donna e i giovani; riconciliare i valori islamici con quelli della democrazia sono le tesi congressuali emerse durante la campagna elettorale. Era il favorito, ma la stampa occidentale e i progressisti marocchini gli remavano contro, per questo motivo il leader del Partito di Giustizia e di Sviluppo è rimasto sulla difensiva:“Non capisco le preoccupazioni degli osservatori occidentali - ha spiegato - i partiti islamici sono partiti normali che lavorano nel quadro democratico. Ad esempio in Tunisia, Ennahda ha eletto deputati che durante il regime di Ben Ali vivevano in Gran Bretagna, in Francia e in Italia ed erano abituati alla democrazia e al pluralismo”. E proprio a differenza di Ennahda che fu messo fuorilegge dal Ben Ali nel 1989 e legalizzato solo dopo la rivoluzione, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo è sempre stato presente al Parlamento con un importante numero di seggi. Abdelilah Benkirane ha poi rassicurato gli intervistatori: “una volta al governo nulla cambierà nel campo delle libertà individuali. Le donne non saranno costrette a indossare il velo e saranno libere di scegliere se usarlo o meno. I progetti avviati saranno portati a termine e tutto resterà come prima”. Ha spiegato poi come il suo partito è aperto ad avviare un’intesa con i laici di Istiqlal, “cercheremo certamente di ottenere i ministeri più importanti per risolvere i problemi sociali che affliggono il nostro Paese”. “Per quanto riguarda l’economia, l’Europa resterà il nostro partner privilegiato e in particolare non cambieranno gli scambi commerciali con la Francia e con l’Italia”. In Italia registriamo (ASCA) la reazione del vice Presidente del Senato Vannino Chiti: ''I risultati delle elezioni mostrano che il Marocco sta compiendo passi in direzione della democrazia. Un percorso non facile nel quale e' stato sostenuto anche dalla scelta del Consiglio d'Europa, nel giugno scorso, di attribuirgli - primo paese ad ottenere questo riconoscimento - lo status di ''partner della democrazia'' '' Positivo il fatto - sottolinea Chiti - che si prospetti una coalizione di governo che vedra' le forze principali affiancate alla guida del Paese. Spetta anche all'Italia e all'Europa favorire il loro cammino sulla strada della liberta' e dei diritti umani, perche' siano portate avanti le riforme, tenendo sempre i cittadini al centro''.
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